mercoledì 16 maggio 2007

Il primo articolo della nostra costituzione dice che l ITALIA è una repubblica fondata sul lavoro. Evidentemente , i parlamentari che a suo tempo sottoscrissero questo concetto dovettero giudicare che il”LAVORO” è il valore più alto e più nobile sul quale possa e quindi debba essere fondata una convivenza umana . Il che equivale a elevare il lavoro al rango di miglior ideale dell’esistenza umana associata. NE consegue che i cittadini sono indotti a ritenere che la qualifica di “LAVORATORE” e di “LAVORATRICE” sia la più nobile e più onorevole di tutte .E una volta convinti di questo , non ci vuole per finire con la applaudire lo stakanovista (L operaio cioè che lavora fino all’estremo delle forze) e con l appuntargli sul petto la medaglia al valore (mentre per la ragione egli e soltanto un ingenuo, un patetico esaltato). Ora, perché il lavoro è un problema che ci riguarda tutti, e perché è un impegno che assorbe un buon terzo della nostra esistenza (forse….1/2),può essere utile approfondire meglio il suo significato, la sua ragion d essere e la sua reale dimensione , per trovargli la giusta posizione nei nostri pensieri e nella nostra esistenza .

Nessun commento: